{"id":3007,"date":"2013-04-04T23:26:57","date_gmt":"2013-04-04T21:26:57","guid":{"rendered":"https:\/\/carnebianca.com\/ex-labore-formula\/"},"modified":"2013-04-04T23:26:57","modified_gmt":"2013-04-04T21:26:57","slug":"ex-labore-formula","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/carnebianca.com\/en\/life\/criticisms\/ex-labore-formula\/","title":{"rendered":"Ex labore formula"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato confermato dalla cultura artistica del nostro tempo, dopo le anticipazioni espresse dagli artisti del romanticismo, che l&#8217;arte \u00e8 magia: che l&#8217;arte rende il visibile una manifestazione dell&#8217;invisibile. Infatti, attraverso le pratiche che mettono a nudo il sotterraneo e l&#8217;irrazionale dell&#8217;uomo, l&#8217;artista domina gli eventi della natura e restituisce l&#8217;unit\u00e0 del dentro-fuori ai rapporti dilacerati delle due spanerse realt\u00e0, un tempo lontane, conflittuali. D&#8217;altra parte in ogni processo dinamico vi sono sempre polarit\u00e0 contrapposte che rendono possibile l&#8217;incontro-scontro tra forze positive e negative e che nello stesso tempo distruggono e costruiscono. In una parola interagiscono dal dentro al fuori e viceversa.<br \/>\nIl fenomeno dipolare pu\u00f2 essere paragonato al concetto che Breton, il padre del surrealismo, assimilava alle &#8220;due onde che a volta a volta si accavallano&#8221; e si fondono, pur rappresentando due poli, l&#8217;un l&#8217;altro opposti e che nondimeno formano, l&#8217;un l&#8217;altro, l&#8217;unit\u00e0 dinamica dell&#8217;onda. D&#8217;altronde la carica dipolare che compone la magia dell&#8217;enigma affiorante della metafisica, \u00e8 la componente ineludibile e inscindibile della scultura di Enzo Carnebianca che, mentre si conforma al positivo della tradizione (costruzione non accademica e che si rif\u00e0 alla crisi classica, senza negarla), nello stesso tempo accetta la trasgressione, trovando nel negativo della espressione &#8220;altra&#8221; la possibilit\u00e0 di strappare dall&#8217;arte il senso codificato dell&#8217;abitudine.<br \/>\nLa sua costruzione \u00e8 tesa a dare un senso, mediante il mezzo plastico tradizionale, alle due realt\u00e0, non soltanto per scoprire, come voleva De Chirico, il demone in ogni cosa, ma per recuperare alla magia i testi del passato, fuori della &#8220;sottigliezza e purezza della sensazione lineare&#8221; dechirichiana e nell&#8217;ambito dei volumi carrariani. Infatti la sua valenza costruttiva non si discosta dalla rigorosit\u00e0 delle regole plastiche della nostra tradizione (che come si sa non nega la presenza magica del mito, nell&#8217;insegnamento martiniano), ma insidia le categorie logiche convenzionali, per dare nuova forma alla surrealt\u00e0, cio\u00e8 a quella metafisica vichiana (pi\u00f9 che a quella aristotelica), che porta le &#8220;cause prime&#8221;, le &#8220;cause supreme&#8221; aristoteliche, non gi\u00e0 dopo quelle fisiche (met\u00e0-fisic\u00e0), ma nella realt\u00e0 dell&#8217;uomo, nel &#8220;mondo delle menti umane&#8221;, come aveva detto lo stesso filosofo napoletano.<br \/>\nTalch\u00e9 il riferimento all&#8217;autore della &#8220;Scienza nuova&#8221; non riguarder\u00e0 la &#8220;metafisica astratta&#8221;, qual \u00e8 quella degli &#8220;addottrinati&#8221; dice Vico, bens\u00ec, quella &#8220;sentita ed immaginata quale dovett&#8217;essere di tai primi uomini, siccome quelli che erano di niuno raziocinio e tutti robusti sensi e vigorosissime fantasie&#8221;. E a proposito dell&#8217;affermazione vichiana della poesia legata alla prima infanzia, occorre intenderla &#8220;non come una prima et\u00e0 (anagrafica), bens\u00ec come il punto di partenza di ogni et\u00e0&#8221;, cio\u00e8 le &#8220;origini&#8221;, secondo l&#8217;acuto rilievo avanzato da Gentile nella &#8220;Filosofia dell&#8217;arte&#8221;. Ne discende quindi che le &#8220;origini&#8221; della scultura di Carnebianca si rifanno non tanto al &#8220;recupero del museo&#8221;, a cui l&#8217;estetologo Barilli legava l&#8217;esperienza dei metafisici, quanto alla prima et\u00e0 dello spirito, per rintracciare quel meraviglioso e quell&#8217;inusitato che gli &#8220;addottrinati&#8221; ed i &#8220;citazionisti&#8221; hanno irrimediabilmente perduto.<br \/>\nAvviene cos\u00ec che nella sua scultura &#8220;i tempi barbari ritornati&#8221; non rispecchiano le forme dei &#8220;tempi barbari primi&#8221;, ma l&#8217;originaria magia del meraviglioso a cui le categorie mnemoniche della cultura hanno disabituato l&#8217;uomo di oggi, riprodotto e dedito alla riproposizione del &#8220;ruolo&#8221; ritornante. Sicch\u00e9 la donna non \u00e8 tanto rannicchiata nella posizione fetale, anche perch\u00e9 non manca della martiniana &#8220;disinvolta sostanza&#8221;, offrendo al liquido amniotico l&#8217; &#8220;insondabile architettura&#8221; delle sue membra, insieme allungate e serrate, quanto \u00e8 sprofondata nel sonno, in attesa dei mostri.<br \/>\n\u00c8 risaputo che la famosa incisione di Goya va letta nel senso che \u00e8 la ragione che convoca nel sonno i mostri. \u00c8 la ragione che attiva i mostri, non \u00e8 la vittima.<br \/>\nD&#8217;altra parte le figure scheletriche, sproporzionatamente allungate negli arti e nel collo, hanno perduto l&#8217;epitelio per mostrare il sistema nervoso, cio\u00e8 l&#8217;invisibile che \u00e8 visibile in ogni atto dell&#8217;uomo. E se \u00e8 un non-senso vedere una donna bella scorticata fino all&#8217;essenziale, \u00e8 anche vero che visivamente si coglie il senso interno delle cose: il senso dell&#8217;uomo, una volta accertato che per Nietzsche l&#8217;uomo \u00e8 &#8220;cosa&#8221;.<br \/>\nD&#8217;altra parte l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;uomo \u00e8 legata al suo giubbotto, come pelle che contiene il vuoto, peraltro salvaguardato da una chiusura lampo aperta, per cui nella forma della &#8220;cosa&#8221;, del &#8220;giubbotto&#8221;, Carnebianca racchiude (o libera?) i suoi sogni. Sicch\u00e9 la valenza rivelativa del sogno \u00e8 in definitiva legata al recupero di una forma, di una certa realt\u00e0, mentre la forma tradizionale si sfoglia, come buccia epiteliale, in maniera incoerente, scardinando le convenzioni analogiche, che come si sa affermano uno schema alterato o simboleggiato della realt\u00e0, in nome della realt\u00e0 &#8220;altra&#8221;: la seconda realt\u00e0-unitaria del dentro-fuori.<br \/>\nDa qui una &#8220;unit\u00e0&#8221; stravagante che mette in risalto non tanto, come \u00e8 stato detto, il senso &#8220;macabro&#8221; e dell&#8217;orrifico della vita, quanto un humour, insieme impulsivo e liberatorio, inteso come rivolta dello spirito nei confronti dei condizionamenti e come senso di indipendenza, cio\u00e8 di disadattamento al cospetto delle rappresentazioni convenzionali di una realt\u00e0 in stato di crisi.<br \/>\nIn effetti, la realt\u00e0 verosimigliante ed i suoi contrari sono in crisi. Per cui Carnebianca, nella sua pittura (che insieme alla scultura costituisce un autonomo momento della sua creazione), raffigura in continuazione un tipo androgino, che i surrealisti hanno definito &#8220;primordiale&#8221;, nel senso che l&#8217;uomo-donna, attraverso la forte attrazione dell&#8217;eros, realizza una complementarit\u00e0 assoluta, cio\u00e8 quell&#8217;unit\u00e0 integrale, spirituale e materiale, che era all&#8217;origine una sua prerogativa di natura super-umana.<br \/>\n&#8220;L&#8217;amore &#8211; diceva Heine &#8211; \u00e8 un veemente tentativo di deificarci&#8221;, sicch\u00e9 attraverso questo &#8220;tentativo&#8221; Breton ha visto il modo di conferire all&#8217;inspaniduo &#8220;l&#8217;onnipotenza usurpatagli dalla spaninit\u00e0&#8221;. Per riacquistare questa &#8220;onnipotenza&#8221;, almeno espressiva, Carnebianca ritrae la donna felina, androgina, prodotta da una dissociazione del femminile e perci\u00f2 complementare all&#8217;uomo, a cui si identifica, ma solo attraverso l&#8217;eros, in quanto l&#8217;unit\u00e0 si identifica nel desiderio e nella passione.<br \/>\nIn definitiva \u00e8 questa identit\u00e0 che conferisce all&#8217;opera di Carnebianca il bisogno di conoscenza e di mutamento perpetuo della forma. Se infatti l&#8217;amore \u00e8 lo strumento &#8220;perfetto e privilegiato di conoscenza, al pari della poesia e dell&#8217;arte&#8221;, l&#8217;umanit\u00e0 dello spirito che si fa carne (&#8220;per reinventare l&#8217;amore&#8221;) e l&#8217;unit\u00e0 della carne che si fa spirito (&#8220;per realizzare i sogni pi\u00f9 folli&#8221;) confermano quel &#8220;principio di mutamento perpetuo&#8221;, come ha rilevato Breton, che si impadronisce non solo degli oggetti, ma delle idee, &#8220;tenendo alla loro liberazione totale, che implica la liberazione dell&#8217;uomo&#8221;.<\/p>\n<p>Dott. Luigi Tallarico<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>EX LABORE FORMULA<\/h3>\n<p>La scultura multimediale in bronzo, plexiglass e marmo, dal titolo &#8220;Ex labore formula&#8221;, delinea il profilo dinamico di un uomo che pensa, lavora e imprende.<\/p>\n<p>Gli elementi iconografici richiamano la funzione sinergetica dell&#8217;uomo del nostro tempo, mentre i materiali usati rafforzano il concetto che all&#8217;esercizio tecnologico sono chiamati ad operare i moderni imprenditori.<\/p>\n<p>E dal momento che la modernit\u00e0 non \u00e8 estranea ai richiami della tradizione, l&#8217;artista ha voluto visivamente restituire alla scultura marchio societario la linearit\u00e0 e il contorno usati in maniera encomiastica dalla medaglistica antica.<\/p>\n<p>In effetti la scultura, insieme logo e trofeo, pur avendo marcato i caratteri plastici, propri di un manufatto da riguardare da tutti i lati, conserva il netto profilo limitare del segno, secondo i canoni dell&#8217;arte incisoria della tradizione.<\/p>\n<p>Altri elementi di ragguaglio critico storico si possono riscontrare nell&#8217;andamento della formula, che si ispira alla persuasione dell&#8217;arte barocca e, soprattutto, al richiamo futurista degli ingranaggi, intesi come noto attivo.<\/p>\n<p>Mentre nei fori sulla superficie dell&#8217;ovulo vitale, lo scorporo della materia sta ad indicare, in un corpo scultoreo, la presenza dei valori cromatici, distinti e connessi.<\/p>\n<p>Infine i profilati plastici che richiamano la sigla dell&#8217;Ente hanno la funzione di sottolineare l&#8217;apertura spaziale, a fronte dell&#8217;uomo che imprende, come auspicio produttivo.<\/p>\n<p>Luglio 2004 Dott.<br \/>\n<em>Luigi Tallarico<\/em><\/p>\n<p>Critico d&#8217;Arte &#8211; Perito d&#8217;Arte del Tribunale di Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stato confermato dalla cultura artistica del nostro tempo, dopo le anticipazioni espresse dagli artisti del romanticismo, che l&#8217;arte \u00e8 magia: che l&#8217;arte rende il visibile una manifestazione dell&#8217;invisibile. 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